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Nardò, città d’arte sulla via della costa ionica leccese

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Sanlu
28 Agosto 2014

La provincia di Lecce è famosa per l’alta rappresentanza artistica che si può trovare nelle sue città, dove lo stile barocco assume un carattere dominante, arrivando ad essere definito “barocco leccese”. La diffusa scelta di questo stile è ampiamente giustificata dalla presenza della pietra leccese lungo la provincia, un tipo di roccia facilmente modellabile che ben si sposa con questo stile artistico, diffusosi intorno al 600 nella regione salentina e rappresentato oggi dai vari monumenti presenti nelle varie città salentine, una delle quali è Nardò, situata a circa 30 chilometri dalle aree di Lecce e Otranto, aprendo la strada verso la costa ionica leccese.

Infatti, la città di Nardò volge verso il mar Ionio, presentando una serie di località marittime che caratterizzano tutto il versante ionico della provincia leccese, attraversando Gallipoli fino ad arrivare alla zona più meridionale, dove si trovano le meravigliose Maldive del Salento. Tra le spiagge della Marina di Nardò spiccano Santa Maria al Bagno, Santa Caterina e Sant’Isidoro, oltre all’area del Parco regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano, dove le bianche spiagge di sabbia finissima lasciano spesso spazio ad una zona costiera frastagliata e rocciosa, verso la quale si riversano folte pinete di macchia mediterranea, in un’area che, come la maggior parte della provincia leccese, rimane pianeggiante con piccole eccezioni costituite dalle Serre Salentine, che presentano dei rilievi che, comunque, non riescono a superare i 100 metri di altezza.

Il centro abitato ha, come per gli altri insediamenti di questa regione, radici antichissime, con diverse testimonianze di ogni epoca vissuta dalla città, dai cenni preistorici ritrovati nelle vicine grotte, ai reperti risalenti alle epoche romane e bizantine, fino a giungere all’epoca medievale, durante la quale sono state edificate diverse chiese e abbazie. Il comune di Nardò ha avuto anche un ruolo rilevante durante la Seconda Guerra Mondiale, durante il quale la sua frazione di Santa Maria al Bagno ha offerto rifugio ad oltre centomila Ebrei fuggiti dallo sterminio nazista, per il quale ha ricevuto la Medaglia d’oro al merito civile nel 2005. Come nel caso di Lecce, la città presenta un gran numero di edifici religiosi, primo su tutti la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, ornata da numerosi affreschi ed edificata dove un tempo sorgeva l’antichissima chiesa di Sancta Maria de Nerito risalente al VII secolo. Altri edifici di rilevanza storico-culturale sono le chiese di San Domenico, dell’Immacolta e di Santa Chiara, risalenti al periodo del 1500 e ristrutturate dopo il terremoto del 1743 che causò danni ingenti a tutto il centro abitato.

La natura circostante è caratterizzata dalla macchia mediterranea, che si estende sino a giungere alla zona costiera, mentre la campagna dell’entroterra è sede di numerose masserie, sempre presenti sul territorio leccese nonché salentino, in grado anch’esse di fungere da testimonianza delle epoche passate, soprattutto del periodo successivo all’epoca bizantina, in cui la regione del Tacco d’Italia è stata teatro di numerose invasioni e tentativi di dominio da parte di popoli orientali.

Nardò rappresenta, quindi, una sorta di tramite tra l’area leccese e otrantina e il litorale ionico della provincia leccese, in cui ammirare edifici di interesse storico e artistico e la natura disseminata nel territorio circostante.

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